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giovedì 31 dicembre 2009

Auguri di un 2010 splendido e creativo. Dando fiducia alle proprie idee matte



Ma si' ammettiamolo. Sulla scia della nostra avventura Usa del 2008, anche questo 2009 agli sgoccioli e' stato per noi magico. Anche se ci ha lasciato davvero poco tempo per amici vicini e lontani. Molti dall'Italia che pure ci avevano seguito via Skype, quando eravamo oltreoceano. I tanti che abbiamo lasciato in California.
Qualcuno, come zio Mario, non c'e' piu'. Eppure e' sempre con noi.
E allora ricordiamo questi amici, che avevamo immortalato al computer dall'altra parte del mondo. Ieri come oggi, vogliamo che le tecnologie ci facciano sentire sempre vicini. E scusateci se non vi abbiamo dedicato il tempo meritato.
Un abbraccio a tutti voi, con la dedica per un 2010 splendido e creativo, rivolta a tutti gli amici di Italiani di Frontiera.

Do not go where the path may lead, go instead where there is no path and leave a trail.
(Non andare dove potrebbe portarti la strada, va invece dove non c'e' strada e traccia un sentiero)
Ralph Waldo Emerson

lunedì 16 novembre 2009

Da San Francisco al Garda per annunciare che sta per diventare papa'


Sembrava un raduno di amici freschi di Erasmus, da Italia, Francia, Spagna e Usa. Tutti rigorosamente Under 35 (molti Under 30) con soli due pimpanti over 50.
Beh abbiamo imparato a fronteggiare situazioni del genere dal soggiorno a Silicon Valley, con quella prima visita traumatizzante a Google, dove nessuno sembrava superare i 30...
La festa comunque, qualche settimana fa in una bella villa di famiglia sul Garda, e' stata quella di Alberto, nostro amico friulano trapiantato in California (al centro, nella foto).
Incrociato piu' volte a San Francisco, Alberto ha voluto attorno a se' amici di Paesi diversi per un annuncio a sorpresa: sta per diventare papa'! Di due gemelli, mentre la mamma e' di Los Angeles. Sorpresa pure per lui, par di capire.
Commozione, gioia, un motivo in piu' (ce n'era bisogno?) per brindare. Festa grande, per la cronaca l'occhio attento di Pola ha colto l'essenza (della festa? Del mondo contemporaneo?) Guardate le immagini e scoprirete che le ragazze se la spassano, i maschietti si dedicano alla corvee'...

sabato 18 luglio 2009

A Berlino per presentare IdF, un diario di viaggio per immagini




Giulia Angelini era una delle mie compagne di liceo piu' brillanti. Avevo perso le sue tracce da oltre vent'anni, anche se sapevo che stava in Germania. Qualche mese fa, mi ha contattato grazie a Internet, dove aveva scoperto il mio progetto Italiani di Frontiera, in tema con il corso sull'emigrazione che stava svolgendo alla Freie Universitat di Berlino dove insegna. Mi ha proposto di tenere una lezione conferenza a fine corso, cosa che ho fatto martedi' scorso, godendo cosi' con Pola della sua ospitalita' e di quattro splendidi giorni in una citta' fantastica come Berlino, ponte fra passato e futuro.
Ecco un diario per immagini del nostro viaggio. 
 Qui la cena di compleanno di Giulia, con la sua famiglia.
  Qui invece le immagini della conferenza all'Universita', qui alcuni scorci della bellissima biblioteca dell'ateneo, progettata dall'architetto Norman Foster.
Alla scoperta della bellissima capitale tedesca, un po' d'immagini di edifici tra presente e futuro, arte di strada,  musei e zoo
Qui infine galleria dedicata alla nostra amica Bruna, giornalista milanese appassionata di tango, incrociata a Berlino. 


venerdì 26 giugno 2009

Stay Hungry. Stay Foolish. Missing Sabrina



Stay Hungry. Stay Foolish. Restate affamati. Restate folli.
L'augurio di Steve Jobs, fondatore di Apple, al termine del fantastico discorso agli studenti di Stanford nel 2005 (qui il video sottotitolato, qui la seconda parte), straordinaria lezione di vita, è il modo migliore per dire a Sabrina che ci manca.
Ingegnere inquieto, curiosità ed energia vulcanica, Sabrina è stata il nostro angelo custode prima ancora di conoscerci, con dritte preziose sulla casa che poi abbiamo abitato. Poi una compagna e un'amica insostituibile. Che ha conquistato anche molti nostri amici.
Nel giro di un anno, Sabrina è stata in Africa per attività di solidarietà, è tornata, ha cambiato lavoro ed ha preso una seconda laurea. Così magmatica che non è facile agganciarla anche con i potenti mezzi del web. Qui una galleria fotografica a lei dedicata.

Sabrina, we miss you!

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domenica 26 aprile 2009

Cool hunting un anno dopo. Curiosita' e tendenze stavolta non a San Francisco ma a Milano, al Fuorisalone del design



Un anno dopo, siamo tornati a fare cool hunting, come per sei mesi avevamo fatto lo scorso anno a San Francisco e dintorni, con puntata anche a Los Angeles.
Il lavoro in California nel monitoraggio di tendenze di stili e negozi aveva alimentato un blog riservato per Coin, ora aperto a tutti.
Stavolta abbiamo setacciato per un pomeriggio la zona di via Tortona a Milano, in occasione del Fuorisalone, nella settimana dedicata al design. Non sono mancate le curiosita'.
Qui la galleria fotografica.

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domenica 18 gennaio 2009

Parole e musica da brividi, per dire con Obama oltre a "Yes we can" "We are One"



Tutti pazzi per amore (RaiUno), Criminal Minds (RaiDue), Elisir (RaiTre), Siska (Retequattro), Paperissima (Canale 5), Colorado (Italia Uno), Chi uccise i dinosauri? (La7). 
Noi grazie ad una telefonata di Susanna ci siamo ricordati stasera di sintonizzarci su Sky vivo, per la celebrazione alla vigilia dell'insediamento di Barack Obama, dal Lincoln Memorial di Washington. 
Tom Hanks, Tiger Woods, Steve Wonder, James Taylor, U2 e in chiusura Bruce Springsteen e Pete Seeger, in camicia a quasi 90 anni, per cantare "This Land is your Land". Da brividi. Da lacrime.
Non ci sono parole per definire la straordinaria capacita' di mobilitare, motivare e dare speranza ed una visione ad un popolo. Con parole e musica. 
Ingenua e imperfetta ma Democrazia, grandissima. "We are One", oltre a "Yes we can".
A tarda sera, Oltremoda, La domenica sportiva, Controcampo, Maurizio Costanzo Show (ma come, ancora???).

domenica 21 dicembre 2008

Capire ed aiutare gli altri con un sorriso: c'e' una strada diversa per un mondo migliore? Addio zio Mario



Ci aveva seguito con l'affetto di sempre anche mentre eravamo in America. Ed era stato il "decano" dei nostri contatti Skype oltreoceano: anche lui, a 82 anni, aveva voluto provare a parlarci via Internet.
Ieri sera zio Mario, fratello maggiore di nonna Gina, per me un secondo padre, se n'e' andato. Domani sarebbe stato il suo compleanno. Ricordare il suo stile composto, la sua straordinaria generosita' non e' abbastanza. C'e' molto altro.

Mario sapeva discutere pacatamente, con la dote, purtroppo rara, di riconoscere all'occorrenza gli errori di chi stava dalla sua parte o i meriti di chi la pensava diversamente. Incapace di sgomitare o alzare la voce, per profonda saggezza, non per debolezza.
Sempre pronto a capire ed aiutare con un sorriso, piuttosto che a chiedere aiuto, Mario ha anche dato una lezione, a noi che scherzavamo sul suo essere metodico e abitudinario. Affrontando, poco dopo il pensionamento come capo della vigilanza allo stabilimento Sava di Fusina, una sfida niente male, come dirigente in una fabbrica di vetro in Marocco. Imparato il francese, in un nuovo mondo cosi' diverso per cultura e tradizioni era riuscito a farsi amare come pochi, per la sua umanita' ed il suo senso di giustizia. Come quando sfidando consuetudini e privilegi, aveva sanzionato un caporeparto, che sicuro della propria impunita' era solito molestare delle operaie.
Resta il rimpianto di non esser riusciti a far pubblicare una storia alla quale teneva moltissimo, quella del suo recente, emozionante incontro dopo piu' di settant'anni, con un suo coetaneo di un paesino della Slovenia, a poca distanza da Caporetto (oggi Kobarid) dove lui era nato, trovato per caso grazie ad una vecchia foto in cui tutti e due comparivano il giorno della prima comunione. Storia di affetti intensi, capaci di superare le barriere del tempo ed i confini e lasciare un segno profondo, con la forza della semplicita'. Era un po' la sua storia.

mercoledì 6 agosto 2008

Us memories 1 - Sulla tomba del conte bellunese sopravvissuto a Little Big Horn



Nelle ultime due settimane Usa sono riuscito finalmente a scoprire dove stava ed a rendergli omaggio, visitando per due volte il cimitero dove si trova la sua tomba. 
Dopo tutto,  la nostra avventura e' un po' partita dalla scoperta di Carlo Camillo di Rudio (1832-1910) e delle altre fantastiche storie di italiani del West scovate con fiuto da Cesare Marino, amico impagabile e antropologo allo Smithsonian Institution, che ha ispirato parte del nostro progetto.
Qui trovate un profilo di Cesare. 
Il cimitero militare e' quello del Presidio, con Mission Dolores uno dei primissimi avamposti di San Francisco. 
Un display elettronico permette di individuare i nomi dei soldati sepolti. Con qualche fatica, visto che  quello del conte e' americanizzato in Charles DeRudio. 
Il Golden Gate Bridge e' a poca distanza, il vento fa sbattere i cordoni delle bandiere sui pennoni. Poi silenzio assoluto. Mi sono proprio emozionato.

venerdì 1 agosto 2008

Back home to S. S. John. Ma l'avventura dei Bonzi.Us non e' finita


Ebbene si'. una decina di giorni fa abbiamo dato l'addio (arrivederci?) a Palo Alto e alla California. 
British Airways ci ha fatto la grazia, non facendoci pagare l'extrapeso degli extrabagagli, che temevamo non avrebbero fatto alzare in volo l'aereo. E dopo le ultime frenetiche ore (ultima videointervista a tre ore dalla partenza, giornata di fuoco per impacchettare e spedire per posta quel che proprio non ci stava in quei "miserabili" sedici colli), siamo partiti. E arrivati. Malpensa-Milano-Sesto San Giovanni. Con che accoglienza lo vedete nella foto: dopo gli amici dei ragazzi che chi hanno salutato stappando una bottiglia, palloncini e scritte sulla porta grazie a Maria (nella foto con Umberto), amica che ci e' stata vicina anche quando a  separararci sono stati non tre metri da porta a porta ma un oceano e un continente. 
"Appena" sei giorni per riavere Internet, grazie a Fastweb che ha gentilmente ceduto a Telecom il numero di telefono che avevamo da 22 anni, gia' rivenduto, (il nuovo e': 02-36539797). 
Ma l'avventura dei Bonzi.Us prosegue. Le ultime settimane Usa sono state intensissime, aspettatevi valanghe di immagini e riflessioni, che in quei giorni non abbiamo avuto il tempo di inserire... 

lunedì 23 giugno 2008

Gradass.Us: intervistato in inglese, forse ora ho capito cosa ci sto a fare qui



Veder le cose dal di fuori aiuta. Noi tentiamo di farlo, raccontando la nostra avventura in California.
Poi capita che un imprenditore e amico (grazie Franco!) ti chieda un'intervista in inglese per il sito della Business Association Italy America, con tanto di foto e logo Italiani di Frontiera.
E che dalle risposte finalmente cominci io stesso a capire che ci sto a fare qui.
Qui il link al post su Italiani di Frontiera che rimanda all'intervista.
Di seguito la traduzione in italiano.

Ecco il testo dell'intervista.

- Un paio di mesi fa ho ricevuto una email da Roberto Bonzio che mi chiedeva un'intervista. Roberto mi diceva che era qui a Silicon Valley per alcuni mesi per un progetto sugli italiani.
Dopo poche email abbiamo fissato un appuntamento e pochi giorni dopo ci siamo incontrati nel mio ufficio. Abbiamo parlato per due ore delle mie esperienze negli Usa e della mia azienda, Novedge. Un paio di giorni dopo Roberto ha pubblicato l'intervista sul suo blog, Italiani di Frontiera. L'ho letta e sono rimasto stupito nello scoprire quanto Roberto fosse stato capace di cogliere dalla nostra chiacchierata. Malgrado avesse preso pochi appunti, aveva capito tutti i particolari del nostro sistema online e delle nostre strategie, cosi' come i punti di forza e di debolezza della nostra azienda.
Impressionato dalle capacita' professionali di Roberto, sono diventato un avido lettore del suo blog, scoprendo una miniera di articoli, storie e persone interessanti. Pur non essendo io stesso un giornalista, ho voluto restituire il favore a Roberto invitandolo cosi' ad essere intervistato sul blog di Baia. Ecco le mie domande e le sue risposte.
- Roberto ci puoi dire qualcosa di te e della tua professione?

Sono nato a Mestre Venezia, ho iniziato a lavorare cone cronista al quotidiano di Venezia Il Gazzettino, come mio nonno Roberto, mio padre Giovanni "Gibo" e oggi mio fratello Giampaolo. Nel 1986 sono andato al Giorno, quotidiano nazionale di Milano, passando a Reuters nel 2001. Essere intraprendente ed anticonformista spesso non e' d'aiuto, lavorando in Italia, anche nei media. Ho avuto piu' occasioni con reportage in giro per il mondo per delle riviste. Poi ho trovato in Reuters una fantastica occasione per del buon giornalismo ed una prospettiva internazionale. E nel web l'ambiente ideale per la mia disordinata curosita'. Che va dai film (mi sono laureato all'Universita' di Venezia in Storia del Cinema con una tesi su Harpo Marx), alla musica (suono un sacco di strumenti, non potete credere quanti e quanto male), rugby. E nuovi media.
- Cos'e' il progetto Italiani di Frontiera e come ti e' venuta quest'idea?

Meno di un anno fa, stavo solo tentando di immaginarmi come poter "sopravvivere" come giornalista freelance in aspettativa negli Usa, con mia moglie Pola insegnante di Scienze ed i figli (Alessandro 18, Francesca 16, ora felici studenti alla Gunn High School). Sapevo poco degli italiani della Baia. Tre email hanno cambiato il mio modo di vedere (e speriamo la mia vita): da Matteo Daste (Baia), Jeff Capaccio (Sviec) e Paolo Marenco (Silicon Valley Italian Study Tour). Ho capito dalle loro impegnate risposte che c'era una grossa storia che aspettava di essere racontata. E che questo era il momento giusto (non solo per il Super-Euro), in un fiorire di iniziative (Baia, Sviec, Mind the Bridge) ed anche il coinvolgimento dell'ambasciata Usa. In Italiani di Frontiera sto intervistando imprenditori, ricercatori, ingegneri. Alcuni giovani arrivati da poco, alcuni veterani che hanno fatto cose straordinarie, come Federico Faggin, Roberto Crea ed Enzo Torresi. Sono una miniera d'oro di ricordi, iniziative, sfide. Ancor piu' preziosi sono i loro pensieri e commenti critici sull'Italia, i suoi pregi ed i suoi difetti. Ora un blog, poi un sito web interattivo con video, Italiani di Frontiera diventera' un libro in Italia, sponsor il Centro Formazione Management del Terziario, per l'editore Francoangeli. E in testa ho molto altro ancora...
- Dopo aver trascorso un po' di tempo a Silicon Valley, come' cambiata la tua opinione sull'America e il modo di vivere americano?

Ero venuto la prima volta negli Usa 30 anni fa da giovane autostoppista. All'epoca questo era un altro mondo rispetto all'Italia. Furono le automobili enormi ed i comportamenti stereotipati a colpirmi maggiormente. Oggi le auto sono piu' piccole, sono ancora colpito da standardizzazione e prevedibilita' nella vita quotidiana. A volte mi sembrano divertenti, altre noiose. Ma capisco che queste regole rigide sono una base fondamentale per un Paese nulticulturale e multietnico. Nel frattempo, l'Italia e gli italiani sono diventati piu' standardizzati e stereotipati, dopo anni di piatto consumismo ed edonismo idiota, alimentato da una sovraesposizione di modelli televisivi. Ma a loro mancano quella base di regole e di senso civico, molto forti qui. Abbiamo ancora un senso della qualita' della vita, in termini di amicizia, cibo, bellezza. Mente a volte ho la sensazione che una parte dello stile di vita americano, nella sua rincorsa al successo, abbia ancora l'obbiettivo di fare soldi per esibire soldi e simboli dei soldi. E dopo... cos'altro?

- Dopo aver intervistato cosi' tanti "italiani" hai trovato qualche sorta di retroterra comune o archetipi condivisi?

Si', sicuramente. E piu' forte di quel che mi aspettassi. Forse per secoli ci siamo dovuti arrangiare e sopravvivere come individui di fronte a imprevisti. E le nostre radici classiche, molto piu' profonde di quanto ci rendiamo conto e ci ricordiamo, sono la base migliore per l'apertura mentale. Italiani laureati in antiquate Universita' italiane qui agiscono in modo fantastico. Molti di loro mi hanno detto che sentono di avere una speciale capacita' di risolvere i problemi al di fuori degli standard meglio degli altri. Qualcuno pensa addirittura che si possa riconoscere un software "fatto da italiani" per un tocco particolare di creativita' ed estetica...

- Una volta tornato in Italia, pensi che riuscirai a comunicare o condividere la tua esprienza?

Se non ci riusciro' la colpa sara' soltanto mia. Perch'e penso che i contenuti ed i pensieri espressi dagli Italiani di Frontiera abbiano un valore eccezionale, per quello che dal mio punto di vista e' oggi l'Italia. Cosi' tanti obbiettivi straordinari raggiunti grazie a italiani da ricordare, mente il Paese e' drammaticamente smemorato. E cosi' tanti esempi da studiare e seguire, nel lavorare sodo, in creativita', coraggio, sfida nella competizione globale, da parte di imprenditori e aziende. Per lo piu' ignorati, in un Paese rincretinito da polemiche locali e pettegolezzi idioti. Una nazione di emigranti, che ora pretende di isolarsi e di proteggersi, invece di sfruttare piu' ampiamente i propri talenti. Apriamo porte e finestre all'aria fresca, in Italia! Piu' web, piu' dimestichezza con l'inglese. Piu' modelli positivi per i giovani. Maggiori opportunita' per le idee ispirate. E piu' sguardi sull'estero, anche sugli Italiani della Baia!

- La comunita' italiana in California e' molto frammentata. Soltanto adesso gli Italiani cominciano ad esser consapevoli di far parte di una comunita', traendo vantaggio da questo. Cosa possono fare associazioni come Baia ed altre istituzioni come il Consolato italiano in questa direzione?

Possono agire con maggior forza, per costituire qui una comunita' potente. Ma penso davvero che in questo, incontri ed attivita' di collegamento debbano essere sostenuti da un forte sforzo culurale. Questo significa innanzitutto sapere quello che gli altri italiani stanno facendo qui. Poi essere consapevoli di quanto possa essere forte il loro contributo ed esempio non solo reciprocamente ma per il loro Paese. Le opportunita' per fare affari non sono abbastanza, abbiamo bisogno di un'attenta riflessione. Sulle doti che hanno consentito ad italiani di agire qui in modo fantastico: apertura mentale, improvvisazione, gusto estetico ecc. E di una riflessione critica su cosa sia d'ostacolo in Italia nel modo di fare impresa. E' uno sforzo culturale perche' dal mio lavoro emerge che cattive abitudini e tradizioni distorte (ad esempio l'estendere la famiglia alla gestione aziendale) rappresentano per l'Italia delle catene piu' gravose di un'infrastruttura antiquata e della mancanza di finanziamenti.

- Tornerai in California con un nuovo progetto?

A dire il vero sono pronto a restare... Scherzo (ma non troppo). Alla fine di luglio devo tornare a Reuters a Milano e finire il mio lavoro sul progetto. Per me e la mia famiglia sarebbe un sogno tornare per restare. Ci sono un sacco di argomenti e collegamenti sui quali lavorare, tra lItalia e la Baia. Potrei avere altri dieci progetti "start up" in testa, come una web radio, che richiedono temo un venture capitalist... perche' quest'avventura e' stata sinora autofinanziata a fatica. Un buon investimento per me, mia moglie e soprattutto per i miei figli teenager, nella loro esperienza internazionale di apertura mentale alla Gunn High School (mentre Ale, bomber del calcio, ha segnato 18 gol in 7 partite con gli Stanford Earthquakes...). Un nuovo progetto e' gia' parte di Italiani d Frontiera. Ho chiamato Italindiani alcune straordinari italiani nel West, scoperti dal mio amico Cesare Marino, antropologo alla Smithsonian Institution ed uno dei piu' eminenti esperti di nativi americani. Quasi sconosciuti sia qui che in Italia, meritano un libro a parte, poiche' hanno dato prova nei secoli scorsi dello stesso coraggioso spirito di Italiani di Frontiera, di cui tutti noi abbiamo bisogno per sfidare la Frontiera Gobale del Ventunesimo Secolo.
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Voglio ringraziare Roberto Bonzio per aver trovato il tempo per fare quest'intervista e per il lavoro incredibile che ha ha fatto in un periodo cosi' breve esplorando la comunita' italiana locale in cosi' poco tempo e mettendo in luce una lista inaspettatamente lunga di imprenditori, ricercatori e personaggi influenti.
Franco Folini

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Commenti

- Congratulazioni Roberto! La vibrante passione che metti nel tuo lavoro e molto palpabile, come e' ovvio il tuo talento nel trovare storie che "avevano bisogno di essere raccontate".
Ma soprattutto sono rimasto impressionato da una dichiarazione molto personale, che non e' facile sentire da italiani, io almeno non l'ho mai sentita: "Se non ci riesco, la colpa sara' soltanto mia"...
Non ho mai pensato di farmi un tatuaggio, ma se mai un giorno lo faro', questa frase sarebbe una buona candidata a comparire... Grazie.
Giorgio Ghersi (fondatore ed ex direttore di Baia ndr).

- E' stato un piacere incontrare Roberto alla Apple per un'intervista. Il suo retroterra e' affascinante e spero riesca a raggiungere un obbiettivo cosi' interessante: raccontare in un libro la storia di Italiani a Silicon Valley.
Cosa verra' dopo? un documentario? Sono qui per questo, visto che fare la cineasta e' il mio mestiere. Come ho detto a Roberto, e' dalla fondazione di Sviec nel 2004 che sto tentando di promuovere la realizzazione di un documentario del genere. Cosi' spero che i nostri percorsi si incrocino nuovamente. Ho molte ore di registrazioni di presentazioni ed interviste con alcuni di questi "fondatori di Silicon Valley" che potrebbero essere ben integrati nelle dimensioni di un documenario... ora si tratta solo di trovare uno o due sostenitori che credano in questo progetto... Grazie!
Enza Sebastiani (filmmaker e consulente Apple ndr).

- Milano, un giorno di pioggia, le 13 del 24 ottobre 2007. E' stato il momento del mio primo incontro con Roberto Bonzio, che all'epoca "sognava la California". In quell'incontro ho cercato di fornirgli una prima immagine di quel che stava succedendo in questo ponte tra Italia e Silicon Valley a partire dalla mia fantastica rete creata dal primo Silicon Valeey Study Tour nell'agosto 2005... SVIEC, Baia, Partnershop for Growth, poi Mind the Bridge, 1GN, Italian Angels for Growth e La Storia nel Futuro... abbiamo fatto un gran lavoro, che non dev'essere perduto. Grazie a Roberto, per averne scritto, con la sua grande penna!
Paolo Marenco

- Ciao Roberto Mi fa piacere sapere quanto vada tutto bene per voi. Prometto di comprare il libro! Saluti a te e la tua famiglia.
Mary Browne (manager Aer Lingus Milano ndr)

mercoledì 11 giugno 2008

Dopo qualche giorno possiamo ammetterlo: Olanda-Italia ci ha fatto soffrire anche qui a Palo Alto


C'e voluto qualche giorno per metabolizzare ma ora possiamo confessarlo: anche a Palo Alto abbiamo sofferto eccome per il disastroso 3-0 rimediato dall'Olanda agli Europei. 
Qui era tarda mattinata, abbiamo visto la partita su uno strepitoso schermo gigante HD a casa di Nathan, ospiti dei suoi genitori, Isaac e Simona, nostri cari amici, che ha reso ancora piu' impietoso lo spettacolo. 
E tutti tifavano Italia. Tranne Jenna, olandese, maglietta orange d'ordinanza, che ad ogni gol ha gioito compostamente, telefonando sottovoce al babbo, per non affondare il coltello.
Ale ha esibito alcuni dei suoi simpatici numeri di distaccato fair play imparati a San Siro (non sono nemmeno riferibili) che tanto ci inorgogliscono. 
Francesca era a scuola, con la stessa maglietta azzurra appena comprata al Caffe' Roma di San Francisco, che non ha portato granche' fortuna.
 L'allegra foto ritrae il momento del pranzo, preparato da Simona, consumato all'intervallo. Alla fine le facce erano ancora piu' tetre e Jenna si e' defilata, dandoci un'altra lezione di discrezione, a noi buzzurri. 
Sembra che domani non ci saranno amiche rumene nei dintorni...

martedì 3 giugno 2008

Capobianco e Marinucci a cena: Italiani di Frontiera invadono pure Bonzi.Us



Un blog tutto dedicato a loro non gli bastava. Macche', gli Italiani di Frontiera invadono pure lo spazio domestico (e il blog) dei Bonzi.Us. 
Ed e' cosi' che nello scorso week end, attirati da un'avventata promessa di bigoi in salsa, Fabrizio Capobianco (Funambol) e Marco Marinucci (Google) si sono presentati a cena. Mica soli, troppo facile. Con rispettive mogli e figlie. Che grazie al cielo (merito delle mamme...) hanno preso poco dai papa'.
  

Miss Capobianco e miss Marinucci hanno esplorato il misterioso (?) giardino dei Bonzi.Us, poi si sono allegramente fiondate su salame e pasta. Non meno voraci dei genitori.
Quanto alle mamme, Angela e Cory, avete presente quelle mammine italiane nevrotiche che fino all'altro ieri pensavano solo a scarpe, borsetta e carriera e quando sfornano un primogenito sono tutte pappine col cronometro e parlano solo di pannolini e poi attento di qua e attento di la'... ecco, tutto l'opposto.  Un piatto di pasta e via, che giochino per conto loro. Finalmente delle bambine che sono una piacevole compagnia e sanno stare tra gli adulti con naturalezza e senza far storie, alla faccia dei tanti bambocci pedanti e viziati. 
Per non essere da meno, i Bonzi.Us hanno schierato i loro, di "bambini", Ale e Francesca in versione "che carine queste bimbe", cui ha concesso pure l'amato "orsacchiotto" poco piu' piccolo di un Grizzly. Di rinforzo (aggiungi un posto a tavola, che c'e' un amico in piu'...) pure Julian from Danmark, compagno di scuola che ormai fa quasi parte della famiglia. Anche lui ha apprezzato i bigoi preparati con sapiente maestria da Pola, che per l'occasione ha pure scovato degli spaghetti integrali. Le bimbe saranno anche state brave a non annoiarsi. Ma e' pur vero che non tutte le case della California possono vantare un'intrigante collezione di nasi finti come quella dei Bonzi.Us (clown, gatto, maiale, Groucho... per ora).
 Gran bella serata. E gia' si minaccia un bis....  

Qui la galleria fotografica.

sabato 24 maggio 2008

Galleria di ritratti al party di Matteo, compagno di scuola di Pola che torna in Italia



La festa cosmopolita di arrivederci per Matteo, compagno di scuola marchigiano nel corso d'inglese di Pola che torna in Italia, e' stata ieri sera occasione per realizzare una piccola galleria di ritratti.
Gente simpatica, di ogni eta' e di ogni provenienza.

lunedì 19 maggio 2008

Alcuni dei ragazzi del Fermi, che non ho dimenticato

Via mail mi è arrivata una foto scattata durante i festeggiamenti del mio ultimo giorno di scuola, prima della partenza per gli Stati Uniti, con alcuni ragazzi del Liceo Tecnologico Fermi di Desio.
Mi sembra un secolo fa. Avevo la testa un po' confusa per le manifestazioni di affetto, gli occhi lucidi per l'emozione, un po' di senso di colpa per il dovermi allontanare dai miei ragazzi sulla dirittura d'arrivo.
Con alcuni miei studenti, e con Alberto, il collega che ha preso il mio posto in questi mesi, ho mantenuto i contatti. E spero proprio che i ragazzi delle quinte S, T e U facciano bella figura in sede di esame.
Grazie a Sara, che ha immortalato un momento magico e commovente della mia vita.

lunedì 12 maggio 2008

Lezione d'inglese: protagonista la cara vecchia Moka Bialetti



Al corso d'inglese per adulti siamo stati invitati dalla teacher a portare un oggetto che ci ricordi il nostro Paese. Io ho portato la cara vecchia (avra' almeno dieci anni) Moka express Bialetti (inventata dall'omonimo nel 1933), quella del Carosello con l'omino con i baffi, che quanto a design e a semplicita' di funzionamento batte tutti. Naturalmente non potevamo venire in America senza di lei.

Mi dicono che Moka e Lambretta sono gli oggetti che tutto il mondo ci invidia, wow.
Ed in effetti ho avuto un successone. 
Ho dovuto spiegare funzionamento, tempi, resa e materiali di cui e' fatta. 
I miei compagni asiatici sono rimasti folgorati. 
Chissa', forse tra breve ci troveremo in commercio il prototipo cinese Mokacin...
(Pola)

mercoledì 7 maggio 2008

West Coast Tiziano, scene di un'avventura



Come promesso, ecco le immagini delle avventure di Tiziano nella West Coast.
Qui la galleria fotografica. 

Qui il resto del post

mercoledì 30 aprile 2008

Bonzi.Us da trattoria a motel. Inaugurato da Tiziano, primo di una serie di ospiti d'oltreoceano



Tavola spesso apparecchiata per amici italiani, americani e italoamericani, il Bonzi.Us di Palo Alto si trasforma in questi giorni da trattoria in motel. E' arrivato Tiziano, from Venice (Torre di Mosto per l'esattezza), gia' compagno di liceo e di svariate avventure (ma hainoi non del primo storico viaggio Mestre-Usa di trent'anni fa) del capofamiglia. Con il quale condivide persino il giorno di nascita, malgrado sembri suo zio.
Per celebrare il momento storico, Tiziano, fine letterato e insegnante di italiano e latino a Mestre, e' stato accolto all'aeroporto con la solennita' che l'evento meritava, rievocata in quest'immagine. 


lunedì 21 aprile 2008

Alla scoperta di Google: ecco cosa ci ha raccontato Marco Marinucci



No, non siamo tornati nella sede Google di Mountain View, pochi chilometri da casa nostra.
Li' avevamo consumato un indimenticabile pranzo di Pasquetta, come raccontato in questo precedente post
Solo che ora potete leggere quello che ci aveva raccontato nell'occasione Marco Marinucci, ingegnere genovese di Google di cui siamo stati ospiti, in questo post su Italiani di Frontiera

Qui il resto del post

venerdì 18 aprile 2008

Se state usando un computer, il merito e' di questo signore



Distogliete per un attimo lo sguardo dal fascinoso brizzolato sulla destra e concentratevi sul signore a sinistra: chi e'?
Non lo riconoscete? Eppure, se state leggendo questo post al computer, e se potete usare un computer, il merito e' anche suo.
Si chiama Federico Faggin, e' di Vicenza ed e' uno dei padri del microchip, l'elemento chiave dei computer. 
E se usate un portatile, dovreste dirgli due volte grazie, visto che ha inventato pure il touch pad, quel tappetino che sostituisce il mouse...

Non sentitevi troppo in colpa, se non avete riconosciuto un italiano che ha contribuito a cambiare  la vita quotidiana dell'umanita'. 
In un Paese dove forse tutti sanno chi sia Platinette, un tipo di mezza eta' vestito da donna che sentenzia su tutto, quanti conoscono Enzo Torresi e Roberto Crea?
Abbiamo avuto la fortuna di incontrarli tutti, questi personaggi straordinari che vivono qui da anni e per una volta fan sentire orgogliosi di essere italiani.
Ingegnere informatico siciliano, Torresi, dopo esser stato avanguardia dell'impresa Olivetti a Silicon Valley, finita purtroppo tristemente, e' uno dei protagonisti di primo piano del mondo dell'hi tech.
Crea invece, chimico calabrese,  trent'anni fa, quando di anni ne aveva appena 29, appena arrivato in California ha dato un contributo fondamentale ad un'invenzione che ha rivoluzionato la medicina: l'insulina artificiale, che lancio' un settore allora pionieristico e oggi di primissimo piano, quello delle biotecnologie.
Torresi e Crea hanno parlato delle loro imprese con una modestia che ha dell'incredibile (per l'Italia, qui e' la regola che personaggi eccezionali siano gentili ed alla mano). 
Faggin ha invece esaminato con lucidita' e amarezza le ragioni dell'arretratezza dell'Italia, ricordando che in campo tecnologico, rispetto al resto del mondo, 40 anni fa il nostro Paese era molto piu' avanzato di oggi. 
Potete leggere di Torresi e Crea, come di molti altri, sul blog Italiani di Frontiera, che presto ospitera' anche l'intervento di Faggin.

giovedì 17 aprile 2008

Il sogno di noi di citta': cogliere i frutti dall'albero. Vabbe', e' quello del vicino...



E' sempre stato il debole di Ale, ma credo anche il sogno di tutti noi, cresciuti in appartamenti di citta' inquinate, con pochissimo verde: uscire in giardino e cogliere i frutti dagli alberi. 
Ale ha realizzato il suo desiderio, con l'aiuto della mamma.
Vabbe', l'albero e' quello del vicino... mica se la prendera', per due limoni, no? 
E' in questi momenti che ci si sente italiani sino in fondo... 

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