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mercoledì 1 giugno 2011

Election Blob 2011, finalmente tira aria nuova e non solo a Milano...


Aria nuova a Milano!
Ecco un mio personale Blob delle elezioni 2011, una svolta storica mi auguro, non solo per la citta'.
C'e' pure Pisapia ma sullo schermo lontano e non si vede granche'...

giovedì 5 febbraio 2009

Obama, giornata storica in una fantastica panoramica hi tech



Con un po' di pazienza, chi c'era si potra' riconoscere tra la folla e voi potreste anche trovare chi conoscete... tra i partecipanti alla storica investitura di Barack Obama.
Foto panoramica semplicemente incredibile. Provate a scorrere da questo link.
Grazie per la segnalazione a Ted, vecchio "amico ritrovato" dopo 30 anni, e grazie alla Rete, che ha colmato le distanze tra Milano e Ottawa. 

martedì 4 novembre 2008

Bye bye Bush 11 - IT'S OBAMA DAY!!!!!!!!!!!








San Francisco Chronicle, New York Times, CNN, 5.36 ora italiana (negli Usa era ancora il 4 novembre).
L'America ha scelto Obama!




Bye bye Bush 10 - Obama graffiti a San Francisco

Graffiti a San Francisco: Obama sul marciapiede.

Bye bye Bush 9 - Obama near the door a San Francisco


Sulla facciata di una (gran bella) casetta nel quartiere di North Beach, San Francisco.

Bye bye Bush 8 - History in magnets


Magneti souvenir.
Da sinistra:
- "Ogni societa' che rinunci ad un po' di liberta' per guadagnare un po' di sicurezza non le meritera' e le perdera' entrambe" (Benjamin Franklin)
- "Se solo avessi un cervello!" (parodia da Il mago di Oz)
- "Amo il mio Paese odio i suoi capi"
- "Il mio Paese ha invaso l'Iraq e tutto quel che ho ottenuto e' stata questa benzina costosa".

Bye bye Bush 7 - Obama on the grass a Palo Alto


Davanti ad una casa di Palo Alto.

domenica 2 novembre 2008

Bye bye Bush 6 - Pop art candidates in Los Angeles


Barack Obama, Hillary Clinton, John McCain pop art candidates (Sarah Palin ancora non c'era....). 
Particolare da un murales a Los Angeles.

sabato 1 novembre 2008

Bye bye Bush 5 - La guerra non e' la risposta




"La guerra non e' la risposta", dice il cartello sul prato davanti ad una casetta di Palo Alto, a poca distanza da dove abitavamo noi.
Risposta in questo caso sta per soluzione...

Bye bye Bush 4 - Luna, gatti e uno sberleffo al presidente




"Da qualche parte in Texas un villaggio ha perso il proprio scemo".
Che sia un irriverente allusione al texano George W. Bush?
Porta di un'abitazione decorata, con gatti e luna a mosaico, in un quartiere signorile di San Francisco, poco distante da Haight Ashbury.

Bye bye Bush 3 - Tutte le svendite sono definitive



George W. Bush con la parrucca di uno dei
Three Stoogies , trio comico passato dal vaudeville al cinema e alla tv (qualcosa e' comparso anche in Italia).
A fianco, la scritta: "Tutte le svendite son definitive".
Esposto in un negozio di Mission Street, San Francisco.

Bye ye Bush 2 - Verita' sull'11 Settembre



"Verita' sull'11 Settembre".
"La Cia controlla tutti i principali media" (firmato William Colby, ex direttore della Cia).
Manifestazione qualche mese fa in centro a San Francisco.
Tocchera' a Obama far pulizia?

Bye bye Bush 1 - L'imperatore non ha cervello...

"L'imperatore non ha cervello". "Impeachment per quel figlio di Bush".
Oramai e' troppo tardi...

lunedì 14 aprile 2008

Elezioni: Forse ha prevalso il "campanile". Ma siamo cittadini europei



I Bonzi.us avevano auspicato un voto che guardasse al mondo piu' che al campanile. 
Difficile dire sia andata cosi', visto il trionfo della Lega Nord nell'indiscutibile vittoria del centrodestra.
Per un'occhiata oltreconfine, i servizi sulle elezioni italiane di The New York Times,  The Washington Post, CnnBbc (con video sul background di Berlusconi, definito controverso).
Resta l'idea che sia interesse di tutti vivere in un Paese non arroccato nella difesa di mille interessi particolari ma aperto al mondo. 
Oggi piu' che mai, occorre sentirsi italiani ed europei, per essere cittadini del mondo.

domenica 13 aprile 2008

I Bonzi.us non possono votare. Ma sperano in un voto che guardi al mondo e non al campanile



Cari amici dei Bonzi.Us.
In queste ore state votando per dare un nuovo governo al Paese. Anzi, molti lo hanno gia' fatto.
A noi questo diritto e' stato precluso, (per la prima volta avremmo votato in tre, con Ale diciottenne) ennesima conferma dell'arretratezza sullo scenario mondiale che penalizza l'Italia, come conferma l'ultima indagine sulla penetrazione delle tecnologie.
Motivo in piu' per sperare in un buon voto. Che per noi significa votare guardando al mondo, e non al campanile.
In un Paese diviso, bloccato dal proprio passato e ripiegato su se stesso, possono e devono esserci valori condivisi. Ognuno ha il diritto ma anche il dovere di pretendere di vederli rispettati dai propri eletti.
Qualche riflessione veloce.. 

1) La serieta'. Solo in Italia la furbizia piu' deleteria, elevata a filosofia della fregatura, rimbalza dalla strada alla politica. Chi una, due, cento volte dice o fa una cosa e subito dopo la nega, perche' tanto l'effetto e' sortito, non viene irrimediabilmente emarginato ma anzi ammirato come campione di furbizia. Nel resto dei Paesi piu' progrediti questo e' un errore letale, da noi un pregio. 

2) La responsabilita'.  Chi ha avuto un compito da svolgere ed ha sortito dei risultati, di quelli deve rispondere. E dei risultati concreti, a volte banali numeri, e non di nuove promesse, si dovrebbe discutere.

3) La meritocrazia.  In un Paese che celebra la famiglia come monumento astratto, chi fa parte della "famiglia allargata" sotto il proprio campanile (parenti, amici, compagni, sostenitori) merita un'opportunita' in piu' e una benevolenza eccessiva.  Se chi e' dalla tua parte sbaglia, si chiude un occhio. Chi non lo, e' e magari e' piu' bravo, va ostacolato con piu' forza, invece che premiato. Su questa strada, un gruppo arranca livellandosi al basso, un Paese non va da nessuna parte e alcuni dei migliori vanno in altri Paesi. 

4) La simpatia. Umorismo e allegria, spesso riconosciuti all'estero come caratteri tipici degli italiani,  sono ottimi veicoli per i contenuti migliori. Guardate le straordinarie conferenze del sito Ted.com (cui dedicheremo presto un post). Ma appunto, vanno abbinati a buoni contenuti. La frase ad effetto che funziona come battuta, ma ha un contenuto idiota, per il suo contenuto va giudicata. Specie in politica. 

sabato 1 marzo 2008

Le elezioni Usa viste da un top expert top secret


Per una volta...

Per una volta fidatevi di Bonz sr. Sono rimasto impressionato dall'analisi delle elezioni Usa "viste da dentro", che farebbe la gioia di tanti commentatori nostrani, ascoltata a fine cena, ad un evento riservato a San Francisco. Ero tra i pochi fortunati ma chi parlava, uno dei principali consiglieri di Al Gore nella campagna per le presidenziali 2000, ha chiesto che quel che diceva restasse off records.
Cosi' non posso citarlo, ma voglio condividere con voi alcuni spunti in ordine sparso. Come fossimo noi ad un dopocena.

Qui il resto del post

SORPRESA - Queste sono elezioni elettrizzanti per quanto sono a sorpresa. Solo un anno fa, tutti avrebbero detto che si sarebbero giocate sull'Iraq e che McCain tra i repubblicani era tagliato fuori. Oggi si parla solo di economia e McCain sembra il favorito tra i repubblicani.
HILLARY - E' sembrata a disagio, saltando nervosamente da un argomento all'altro. E questo gli elettori lo percepiscono. E pesa sulla campagna, malgrado una disponibilita' di 150 milioni di dollari. Per restare in corsa, dovra' vincere le sfide della settimana prossima (Ohio e Texas soprattutto, oltre a Rhode Island e Vermont). Hillary ha dimostrato di non avere la forza intellettuale di insistere su un tema, ad esempio cosa e' accaduto nel 2000 quando e' stato eletto un politico senza esperienza... (Bush ndr). 
NUOVI MEDIA - Sara' interessante vedere come la grande stampa raccontera' questi giorni decisivi. Ma le cose piu' importanti ormai vengono da nuovi media come i blog (ad esempio Volunteer Voters ndr), un contatto con gli elettori distretto per distretto, qualcosa di nuovo, che certo non avevamo nel 2000.
AL GORE - Ho lavorato con lui durante la campagna elettorale 2000, aveva quella sicurezza di se' e quella tranquillita' (che mancano a Hillary? ndr)... Per sette anni hanno continuato a chiedere perche' avesse rifiutato l'aiuto di Clinton. Ma perche' una cosa detta da Clinton...era una cosa detta da Clinton. E se contrastava col programma di Gore, beh quel giorno per la campagna era perso. E di cose cosi' Clinton ne diceva...
I CLINTON E I MEDIA - Bill e Hillary vivono una situazione di perenne conflitto con i giornalisti. E' dai tempi della presidenza di Bill che si sentono maltrattati dai media. Ma e' un conflitto di cui pagano le conseguenze. Non si puo' avere una campagna da 150 milioni di dollari e non organizzare e favorire il lavoro di chi ti deve seguire da uno stato all'altro, che deve rincorrerti su un'auto sua arrivare in una citta' e trovarsi lui l'albergo... dovrebbero capire che la maggior parte dei giornalisti non hanno pregiudizi negativi e cercano di fare bene il proprio lavoro. Ma se sei sempre aggressiva con loro, li trascuri, se decidi di dedicarti a loro solo a tarda sera, magari incontrandoli sul fondo dell'aereo e presentandoti stravolta e in maglione, e' rischioso e magari per la stanchezza ti scappano delle parole che non sono le piu adatte...
IL SUCCESSO DI OBAMA - E' riuscito a coinvolgere la gente come prima non era mai accaduto. Anche mio figlio piccolo dice: "Voglio Obama". Be io ho lavorato con Clinton, gli dico, vorrei avere ancora un lavoro..., di contro, Obama non ha il favore degli ispanici, che sono una componente importate dell'elettorato.
MC CAIN - Puo' giocare a suo favore la carta dell'esperienza, da contrapporre a candidati piu' giovani. Ma in un confronto con Obama dovrebe stare molto attento, perche' non e' facile attaccare un afroamericano. Un grande fatto internazionale potrebbe essere l'elemento in piu' che rafforzerebbe Mc Cain.
PACIFISTI - Sono stato ad una manifestazione a San Diego. La maggior parte di quelli che erano in piazza avevano votato per Nader  (Ralph, candidato di sinistra che ha tolto voti determinanti ai candidati democratici ndr) e pensavo che questi avevano sull'Iraq le stesse responsabilita' che ha Bush... (per averlo favorito ndr).
DEMOCRATICI - Penso sia arrivato il momento dei democratici. Per la situazione economica, la crisi dei mutui.. e' molto difficile che un repubblicano possa vincere.